Prove di lavorazione dei terreni
Immancabile appuntamento dell’Antica Fiera di Portomaggiore è quello riservato alle Prove di Lavorazione Terreno.
Le Prove, quest’anno giunte alla 52° Edizione, si svolgeranno presso l’Azienda Agricola Sorgeva in località Portoverrara, costituiscono ancora il punto di forza della Fiera e rappresentano il momento più atteso fra gli addetti ai lavori. Sono considerate come una vera e propria convention sul campo durante la quale conoscere le nuove tecnologie della meccanica agraria, sistemi di produzione innovativi e filiere di prodotto di settore in ascesa.
Ma, diamo la parola al Prof. Gualtiero Baraldi, Rettore emerito della Facoltà di Ingegneria Agraria dell’Università di Bologna, colui che, nel lontano 1974 insieme al Prof. Enzo Manfredi e ad esperti del settore, diedero inizio a questa importante manifestazione che si fregia del patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole e forestali, ed ha assunto un ruolo nazionale:
“ La manifestazione che prevede la dimostrazione di mezzi in campo per la lavorazione del terreno, richiede una complessa organizzazione che tiene conto delle esigenze dei visitatori, costruttori e rivenditori che forniscono le macchine. Obiettivo della manifestazione è evidenziare gli aspetti tecnici e meccanici dei sistemi innovativi per la lavorazione del suolo. Particolare attenzione è rivolta alle tecniche per la tutela dell’ambiente, la conservazione del suolo, l’agricoltura di precisione e la sicurezza dell’operatore.
Ogni anno la manifestazione ha un tema conduttore che orienta la commissione tecnica per la valutazione delle macchine.
Alle giornate dimostrative, fin dalle prime manifestazioni, ha collaborato il Settore della Meccanica Agraria dell’Università di Bologna, sia in fase organizzativa che esecutiva”
Grazie al Prof Baraldi…e a tutti i docenti dell’Istituto di Meccanica Agraria di Bologna per questa importante collaborazione!
Quest’anno, nell’ambito dei due giorni di Prove Dimostrative del 19 e 20 Settembre 2026 verrà pure assegnato il Premio “Gilberto Bulzoni”.

























