L'antica fiera

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L'antica fiera

Le origini dell’Antica Fiera di Portomaggiore si perdono nella notte dei tempi. Anticamente la sagra paesana cadeva nel giorno di Ferragosto ed era segnata nel “calendario delle feste” all’epoca degli Estensi. In proposito esiste una testimonianza, fornita dallo storico portuense Giuseppe Tallandini nelle sue Memorie Storiche su Portomaggiore, edito nel 1924, che la Fiera si svolgeva già nel 1424. Il 12 agosto di quel lontano anno, Parisina Malatesta, la sventurata moglie di Niccolò III d’Este, per timore che il focolaio di peste scoppiato a Ferrara potesse diffondersi a Portomaggiore in occasione della Sagra del 15 agosto (Assunzione B.V.) dal castello portuense inviò ai suoi fattori la seguente lettera: “Fati fare una grida per parte de Vicario che, a la pena che pare a lui, non venga alcuno da Ferrara a la festa de Porto”. Dal 1660, in seguito alla creduta apparizione della Madonna tra gli olmi di un orto in località “Crispo” e alla successiva costruzione del Santuario della Madonna dell’Olmo (1666), il 15 agosto si festeggiava con maggior sfarzo.

Un’altra testimonianza, che conferma la continuità secolare della Fiera di Portomaggiore, è un incontro clandestino del patriota carbonaro Felice Foresti con il gen. francese D’Arnaud (partecipe, unitamente alla moglie Cecilia Monti, del movimento bonapartista dell’Epingle Noir), che ebbe luogo in una Località di Porto (da l’Aquila Nera), il 15 agosto 1817, giorno di fiera. Con una lettera datata 10 agosto 1857, il presidente del Teatro Sociale Concordia chiedeva al Priore del Comune l’autorizzazione a svolgere lo spettacolo teatrale il 15 e 16 agosto in occasione della consueta Fiera.

Nel 1896, quando il governo decretò festa nazionale il 20 settembre, le Autorità comunali, che avevano già provveduto a dedicare strade a Vittorio Emanuele II, Cavour, Garibaldi, Roma, istituirono la Fiera in quella data e fecero costruire una piazza a ricordo della storica Breccia di Porta Pia e della proclamazione di Roma capitale d’Italia. Da allora, la Fiera si svolge sempre in occasione del 20 settembre, mentre la festa del 15 agosto finì per estinguersi all’inizio del XX secolo.

Giostre, bancarelle di dolciumi e giocattoli, prodotti ortofrutticoli, animali da cortile, mostre bovine, esposizioni di attrezzature e prodotti per l’agricoltura e l’immancabile Banda Cittadina erano le attività che allietavano la Fiera fino all’inizio della Seconda Guerra Mondiale. Dal 1943 al 1945, per l’infuriare del conflitto mondiale, che distrusse gran parte di Portomaggiore, la Fiera scomparve. Fece la sua ricomparsa nel 1946 per iniziativa di un gruppo di commercianti: Giocondo Gualandi, Dino Mazzoni, Vittore Trevisani, Olimpio Fabbri e Primo Mazzoni. In Piazza Verdi, ripristinata alla meno peggio dopo la sua distruzione, trovarono sistemazione la giostra coi cavalli di Bongiovanni, il “calcinculo” di Da Ronche, un padiglione “delle meraviglie”, un autoscontro, il gioco delle bottiglie, la pesca delle anitre e alcuni “bersagli”. Una fila di bancarelle con dolci, giocattoli, palloncini e fischietti si snodava lungo la semidistrutta via Garibaldi fino alla piazza Municipale, dove si ergeva il palco della Banda musicale.

Nel 1952, in seguito a un più diretto e impegnato intervento del Comune, che diede anche vita a un Comitato cittadino organizzatore della Fiera, si registrò l’inizio di un grande salto di qualità delle manifestazioni fieristiche. Mostre della meccanica agraria, delle frutta, dell’artigianato, rassegne bovine e sagra della salamina da sugo costituirono un importante e apprezzata caratterizzazione economica dell’Antica Fiera. Ricevettero un notevole impulso anche le attività culturali, sportive e ricreative. Ma tra tutte queste furono la mostra della meccanica agraria, con le dimostrazioni pratiche della lavorazione dei terreni, la mostra biennale bovina, unitamente a tante altre attività e iniziative culturali, sportive, folkloristiche e musicali a rendere la manifestazione un appuntamento immancabile per l’intera provincia e buona parte della regione.

Oggi, con oltre 600 anni di storia, l’Antica Fiera di Portomaggiore rimane uno dei più storici e rilevanti eventi d’Italia, capace di far convivere le tradizioni rurali con le sfide dell’innovazione moderna, il divertimento, lo spettacolo. Un’evoluzione secolare che la rende unica nel panorama ferrarese.

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